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Da studente a docente: Sofia Gelmetti ci racconta il post-diploma

Con l’estate che sta raggiungendo la sua conclusione, ci prepariamo a tornare nelle nostre aule IDP per riscoprire il design nell’anno accademico 2022/2023.
Oggi parliamo di Interior Design con la nostra ex-studentessa Sofia Gelmetti, che dopo il diploma non solo ha creato una sua carriera da Interior Designer, ma ha anche deciso di unirsi alla grande “famiglia” IDP passando dai banchi alla cattedra.

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Ciao, come ti chiami, quanti anni hai e di cosa ti occupi?

Ciao, sono Sofia, 27 anni e sono Interior Designer.

Quale corso hai frequentato presso l’Istituto Design Palladio? In che anno ti sei diplomata?

Ho frequentato il corso triennale di Interior Design, diplomandomi nel 2019.

Perché hai scelto un corso IDP invece di un percorso universitario tradizionale?

Quando ho deciso di iscrivermi all’IDP avevo già finito un percorso universitario con una laurea triennale. IDP, rispetto alla mia precedente esperienza, mi ha conquistata per la concretezza della progettazione che inserisce all’interno della propria offerta formativa. Il cosiddetto “Questo è quello che potresti fare” è stato fondamentale per capire se stavo facendo il percorso giusto.

C’è un motivo particolare per cui hai scelto di iscriverti al corso di Interior Design? Avevi una particolare passione per le materie trattate o ti ha motivato altro?

La mia scelta di studiare Interior Design è nata da un’esperienza lavorativa fatta in un periodo di crisi del “cosa voglio fare da grande”, dopo aver concluso un primo percorso di studi in un’università che nulla aveva a che vedere con il design di interni. Ho lavorato per qualche mese nel negozio di arredamento di famiglia e ho semplicemente scoperto quello che, forse, ho sempre saputo.

Ci sono stati progetti e/o obbiettivi raggiunti durante la frequenza del corso che ti hanno portato particolare soddisfazione? Raccontaci quali e perché.

Sicuramente i progetti del primo anno: non avendo avuto molta esperienza a livello di conoscenza di software riguardanti la sfera dell’interior design, né al liceo né in università, e non avendo avuto alcuna base di progettazione, mi ha dato molta soddisfazione partire da zero e vedermi crescere nell’arco dei tre anni.

All’inizio del tuo percorso di studi con IDP avevi già in mente la carriera che avresti voluto intraprendere una volta diplomato o ti sei chiarito le idee strada facendo?

Sinceramente? Non sono sicura al 100% nemmeno ora. Mi piacerebbe portare avanti il mio percorso di interior designer all’interno del negozio di arredamento di famiglia, ma non escludo di riuscire a gestire parallelamente la mia figura di libera professionista. Trovo sia stimolante lavorare e collaborare con altri architetti e persone del settore.

Hai qualche consiglio da dare a chi non ha ancora le idee chiare in merito al percorso professionale da intraprendere?

Lo state chiedendo alla regina delle idee non chiare, ma, con il senno di poi, un consiglio che darei è di cercare di immaginarsi in quella professione mentre la si studia e la si conosce e vedere che sensazioni suscita. Finiti gli studi, se non si hanno ancora le idee chiare, consiglio assolutamente di andare per tentativi. Le realtà nel nostro settore sono le più svariate. Basta non mollare.

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In quale azienda hai effettuato lo stage e come ti sei trovato? Pensi che sia stata una esperienza utile per introdurti nel mondo del lavoro?

Ho fatto lo stage in MM Company, un’agenzia di consulenza creativa di Milano (leggi il nostro articolo su MM Company qui) . Ho lavorato a fianco di Manuel e Marco durante il periodo del Salone del Mobile. Mi hanno accompagnata durante tutto il percorso con estrema serietà e professionalità, ma allo stesso tempo mi hanno fatta sentire parte del team dal primo all’ultimo giorno. Questa esperienza milanese mi ha travolta ed è stata utile a farmi capire quante sfaccettature un percorso in interior design può avere in ambito lavorativo.

Se dovessi consigliare ad un amico il tuo stesso corso, cosa gli racconteresti?

Racconterei che è un percorso che tanto ti chiede e tanto ti dà. Ma l’energia che si respira, l’affiatamento e il legame che alla fine si crea tra compagni e docenti è insostituibile e vale la fatica che chiede.

Dopo il diploma ti sei sentito pronta ad entrare nel mondo del lavoro? Avevi obiettivi o aspettative particolari?

Finito il Palladio non vedevo l’ora di cominciare a lavorare. Sentirsi pronti è una delle sensazioni più belle per affrontare la ricerca del lavoro. Poi scopri che in realtà hai sempre una marea di cose da imparare, ogni giorno, ma la serenità (soprattutto rispetto alla mia precedente esperienza universitaria) con cui ho vissuto la fase di ricerca mi fa dire tutt’oggi: grazie IDP.

Quanto tempo hai impiegato per trovare lavoro? Hai adottato strategie particolari (contattato agenzie, inviato CV, promosso il tuo portfolio sui social ecc.)?

Ho iniziato subito dopo il diploma a fare uno stage in uno studio di architettura e, finito quel periodo, mi è stato chiesto di rimanere. Ho poi aperto la partita iva e deciso di continuare sia quel percorso, sia iniziare a lavorare nel negozio di famiglia. Quindi nessuna strategia particolare in realtà, è stato tutto un susseguirsi di scelte che ho fatto man mano.

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Quali consigli daresti ai neo-diplomati che stanno cercando di inserirsi nel mondo del lavoro?

Ai neo-diplomati direi che il nostro è un lavoro che ha talmente tante potenzialità che si può veramente fare quello per cui ci si sente maggiormente portati. Essere ben predisposti e volenterosi è sicuramente una buona arma, sopratutto negli studi piccoli, dove tutto corre molto velocemente ma con il tempo si viene ripagati.

Hai raggiunto qualche traguardo lavorativo particolarmente interessante o gratificante? Se si, ti va di condividerli con noi?

Non so se essere una libera professionista si possa considerare un traguardo interessante, ma per me lo è stato. Sono passata dall’idea iniziale di voler trovare un “lavoro stabile” alla convinzione che invece collaborare con più studi e avere sempre le mani in pasta mi dia maggiore soddisfazione e maggiore possibilità di imparare da diverse figure con svariate esperienze alle spalle.

Cosa ti fa ancora sorridere, o cosa ricordi con maggior nostalgia, quando ripensi al periodo trascorso nella famiglia IDP?

Tante cose mi mancano dell’IDP: la sensazione di entrare in un ambiente familiare, il buongiorno di Monica appena varchi la soglia, le caramelle random sul bancone in ingresso, l’aria di casa dei corridoi, l’ansia in coda alla stampante la mattina dell’esame, le firme sul registro dimenticate, le relazioni che alla fine si instaurano anche con i docenti e altro. Ma più di tutto le mie compagne, che sono diventate famiglia. L’IDP, oltre alla professionalità con cui ti prepara, ti rimane nel cuore… c’è poco da fare!

Un’ultima domanda, hai un sogno nel cassetto o un progetto particolare che ti piacerebbe realizzare? Non deve essere per forza legato alla tua carriera professionale.

Un sogno? Forse insegnare, un giorno. E’ una cosa che mi piacerebbe portare avanti parallelamente alla mia carriera professionale. Che sia colpa dell’IDP?! 🙂

 

Grazie Sofia per il tuo tempo! Siamo felici di averti accolto nella famiglia IDP come nostra docente e speriamo che tu possa formare gli Interior Designer di domani con passione e creatività.

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