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Silvia Angelina, Illustratrice col sogno di illustrare uno Storyboard per il Cinema

29 Apr 2021

Dopo aver intervistato ex studenti dei corsi di Visual Design e di Interior Design oggi intervistiamo una ex studentessa del corso di Illustrazione & Comics, Silvia Angelina che è riuscita a trasformare in professione la sua passione per l’illustrazione, specializzandosi in illustrazione editoriale.

Ciao, come ti chiami, quanti anni hai e di cosa ti occupi? 

Mi chiamo Silvia Angelina, ho 25 anni e sono un’illustratrice.

Quale corso hai frequentato presso l’Istituto Design Palladio? In che anno ti sei diplomata?

Ho frequentato il corso di Illustrazione & Comics e mi sono diplomata nel 2018.

Perché hai scelto un corso IDP invece di un percorso universitario tradizionale?

Ho partecipato ad un Open day e ho capito che il Palladio sarebbe stata la scelta giusta. Rispetto ad altri percorsi tradizionali, il Palladio offre tanti corsi e molte ore di frequenza. Le materie trattate sono per lo più pratiche e io cercavo un corso che facesse della mia passione un lavoro.

C’è un motivo particolare per cui hai scelto di iscriverti al corso di Illustrazione & Comics? Avevi una particolare passione per le materie trattate o ti ha motivato altro?

Sicuramente la passione per il disegno è stata la mia motivazione più grande per aver scelto il corso di Illustrazione & Comics. E poi, alimentavo curiosità verso nuove materie come l’illustrazione digitale, il 3D, la scrittura creativa, il lettering.

Silvia Angelina - Pesky Car

Ci sono stati progetti e/o obbiettivi raggiunti durante la frequenza del corso che ti hanno portato particolare soddisfazione? Raccontaci quali e perché.

Molti dei miei progetti mi hanno portato molta soddisfazione. In particolare, il primo anno, durante il corso di illustrazione digitale, ho progettato la copertina di un libro di avventura per ragazzi e resta indimenticabile la soddisfazione di averla stampata su carta. La “me” di allora, che non aveva mai disegnato prima in digitale e sapeva appena cosa fosse una tavoletta grafica, era molto soddisfatta di essere riuscita a disegnare anche con un nuovo strumento grazie ai consigli del prof. e alle tante ore dedicate a famigliarizzare con la tavoletta. Anche nei tre anni di corso di illustrazione per l’infanzia ho avuto molte soddisfazioni. Durante le lezioni progettavamo dall’inizio alla fine un libro, tenendo presente il mondo dei bambini, discutendo sui
colori più adeguati, i font che facilitano loro la lettura, i consigli sulla composizione delle tavole. Agli esami portavamo il nostro libretto stampato e rilegato. Siamo partiti al primo anno illustrando un libro per bimbi più piccoli, poi un libro di art therapy su “Alice nel paese delle Meraviglie” e infine abbiamo illustrato alcune tavole di “Mary Poppins”.

All’inizio del tuo percorso di studi con IDP avevi già in mente la carriera che avresti voluto intraprendere una volta diplomata o ti sei chiarito le idee strada facendo?

Volevo diventare illustratrice ma, prima di iniziare il Palladio, avevo dei dubbi e delle incertezze perché non conoscevo ancora tutto di questo lavoro. Se all’inizio avevo più insicurezze a riguardo, strada facendo mi sono convinta sempre di più che potevo farcela.

Hai qualche consiglio da dare a chi non ha ancora le idee chiare in merito al percorso professionale da intraprendere?

Non per tutti è facile saperlo. Penso che la cosa più sensata da fare sia cercare qualcosa che ci piace fare e crederci anche quando sembra impossibile o difficile. Credo molto nella forza di volontà e, allo stesso tempo, penso che nessuno sia sempre pronto o sicuro del proprio futuro. L’importante è essere spronati da qualcosa, avere degli interessi e, nell’eventualità che si fosse indecisi se provare o meno un percorso di studi o di lavoro, è sempre meglio provarci. Perché spesso scopriamo solo in quel momento se è il percorso che fa per noi. Probabilmente, tanti ragazzi della nostra generazione non faranno un unico lavoro per tutta la vita ed è importante saper riconoscere le opportunità.

Silvia Angelina pavone

In quale azienda hai effettuato lo stage e come ti sei trovato? Pensi che sia stata una esperienza utile per introdurti nel mondo del lavoro?

Ho fatto lo stage nell’azienda grafica White, Red & Green con sede a Verona. Si occupa di pubblicità, brand strategy, content creation, design e social media. Mi sono trovata bene anche se non si occupa di illustrazione. Non l’ho trovata particolarmente utile per introdurmi nel mondo del lavoro semplicemente perché era un’azienda di grafica e non era ciò che volevo fare. É stata comunque un’esperienza che mi è stata utile per capire come funziona un ambiente di lavoro e per ampliare le conoscenze. Durante lo stage ho avuto l’occasione di usare programmi, come Photoshop e Illustrator, anche per ambi, di grafica e questo mi è servito a integrarli nel campo di Illustrazione.

Se dovessi consigliare ad un amico il tuo stesso corso, cosa gli racconteresti?

Gli racconterei che è un percorso formativo molto completo e che le materie trattate sono interessanti. Si spazia molto tra analogico e digitale e dunque si imparano tecniche tradizionali come l’inchiostrazione a pennino e a pennello, l’acquerello, altre tecniche pittoriche che sono di fondamentale importanza. E si dà altrettanta importanza all’illustrazione digitale che è indispensabile conoscere. Si studiano i programmi più importanti e più usati: Photoshop, Illustrator, Clip studio Paint, software per il disegno, InDesign per l’impaginazione. E, oltre a questi, anche programmi per l’animazione come After Effects, Maya e di 3D come Blender. L’attenzione data allo studente è molta perché il numero di studenti per classe (max.15) permette ai professori di interagire e di dare dei consigli e insegnamenti specifici per ogni ragazzo, questo è molto importante e favorisce una crescita personale mirata. I professori sono esperti del settore e questo significa che anche i progetti che si sviluppano durante ogni corso, sono progetti che sono reali, cioè commissioni simili a quelle che incontrano i professori stessi. É un percorso molto pratico che però pone anche la giusta attenzione al ragionamento che c’è dietro al processo creativo, all’idea prima che venga illustrata e a come si può raccontare una cosa nel modo giusto.

Dopo il diploma ti sei sentito pronta ad entrare nel mondo del lavoro? Avevi obiettivi o aspettative particolari?

Dopo il diploma mi sono sentita pronta per entrare nel mondo del lavoro, non avevo aspettative particolari, volevo intanto iniziare e cercare qualcosa che avesse a che fare con l’illustrazione in generale.

Quanto tempo hai impiegato per trovare lavoro? Hai adottato strategie particolari (contattato agenzie, inviato CV, promosso il tuo portfolio sui social ecc.)?

Ho impiegato circa 7-8 mesi per trovare lavoro, inviando il mio portfolio a diverse case editrici e sono stata contattata da una di queste.

Quali consigli daresti ai neo-diplomati che stanno cercando di inserirsi nel mondo del lavoro?

Posso consigliare loro di selezionare con cura le case editrici o aziende più in linea con il loro stile di disegno e che adottano un metodo di comunicazione simile. E di personalizzare il portfolio in base alla casa editrice a cui devono inviarlo così da trovare i lavori più idonei e in linea con i prodotti dell’azienda.

Hai raggiunto qualche traguardo lavorativo particolarmente interessante o gratificante? Se si, ti va di condividerli con noi?

Ho illustrato alcuni libri per bambini e ragazzi, con target e stili di illustrazione diversi. Sono partita con un libro-quaderno dove bisogna trovare gli intrusi, poi ho realizzato due libretti con gli adesivi sui dinosauri e, infine, due libri di una collana che si chiama “lezioncine” con le storie scritte in rima.

Cosa ti fa ancora sorridere, o cosa ricordi con maggior nostalgia, quando ripensi al periodo trascorso nella famiglia IDP?

Il Palladio è una vera e propria grande famiglia e provo nostalgia per molte esperienze fatte nei tre anni. È stato il percorso formativo nel quale ho imparato di più e mi manca l’assimilare continuo di nuove cose durante le lezioni. Mi mancano molto i prof per le loro discussioni e per il rapporto che si è costruito con loro. Rido molto quando ripenso agli aneddoti dei miei compagni di corso e all’amicizia che avevamo anche con le altre classi. Rido quando mi penso che giravo nel corridoio e portavo con me un sacco di fogli, la cartellina, lo zaino, i cartelloni giganti e la valigia al Venerdì. Rido (adesso ma a quel tempo ridevo un po’ meno) quando ricordo gli sforzi del computer per tenere aperti tre programmi nello stesso momento e quando penso al mio via-vai dall’aula alla stampante sperando che, una volta stampato, il verde restasse verde e non sembrasse grigio.

Un’ultima domanda, hai un sogno nel cassetto o un progetto particolare che ti piacerebbe realizzare? Non deve essere per forza legato alla tua carriera professionale.

Mi piacerebbe molto realizzare un progetto che collega l’illustrazione al cinema, altra mia passione. Illustrare qualche storyboard per un film o far parte di qualche troupe cinematografica che progetta l’ambientazione, la scenografia e gli oggetti di scena.

Silvia Angelina - Pesky Blunders

Grazie Silvia per aver condiviso le tue esperienze con noi. Ti facciamo un grandissimo in bocca al lupo per il progetto di storyboarding nel mondo del cinema e attendiamo un film che avrà il tuo nome a caratteri cubitali nei titoli di coda!

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